lunedì 2 marzo 2015

Le rocambolesche (dis)avventure di una mamma ex-donna in carriera!

(immagine scaricata dal sito www.mammecoitacchiaspillo.it)

La domanda è semplice:
Come può una donna, che fa la libera professione (senza nulla togliere a quelle che fanno le dipendenti!), e in maniera particolare la consulente d'immagine, barcamenarsi tra gli obblighi di tutti suoi capi, e non rovinare la propria di immagine?
Figlio di 3 anni nel pieno della esplorazione della vita e del mito "io sono grande"; marito psicologo e meridionale, che tra le due cose non si sa quale sia peggiore; la "propria" immagine riflessa allo specchio, che già è tanto riuscire a vederla verso le 11 del mattino, dopo avere nell'ordine: essersi svegliata alle 5.30 del mattino, fatto partire la lavatrice e stirato quella del giorno precedente, divorato almeno venti pagine dell'ultimo libro di web marketing per tenersi aggiornata, preparato e portato il figlio a scuola con la prima cosa capitata addosso, e trascorso già la prima ora e mezza al pc....naturalmente nei giorni in cui si lavora da casa. 

Riformulo la domanda:
Come può una donna, che fa la libera professione (senza nulla togliere a quelle che fanno le dipendenti!), e in maniera particolare la consulente d'immagine, barcamenarsi tra gli obblighi di tutti suoi capi, e non rovinare la propria di immagine?

La prima trappola in cui cade la libera professionista ( e consulente d'immagine) neo mamma è rendere intercambiabili casa e ufficio.
Dopo aver dedicato tutti gli anni "enti" a studiare e "enta" alla carriera, alla soglia degli "anta" decide di mettere su famiglia. Orologio biologico a parte, tutto il mio estro creativo ha trovato la sua massima espressione nel mio piccolo capolavoro 3enne. Forse per questa massima fatica creativa, ho deciso di dedicarmi alla sua contemplazione per almeno tre anni, lasciando poche briciole di tempo a tutto il resto. Lavoro incluso. E quando è stato il momento di riprendere seriamente mi sono immolata creando il mio ufficio attiguo al nido. Perchè, ho pensato, così mi è più facile gestire lavoro-casa-famiglia.

                                                      OOOOO___OOOOO

Eeeeeeehhhhhhhhh?????!?!?


Un giorno, dopo intercorsi via mail mi telefona un manager di Fendi.
Naturalmente non riconosco il numero e rispondo in bagno, mentre sto sistemando mio figlio che ha appena......
Mio figlio canta a squarciagola, una canzone di sua creazione, con parole indecifrabili.
Il tipo si presenta, e io in tutto quel casino, non capisco chi sia.
Quando lo capisco, è panico!
TOTALE!
Corro in un'altra stanza, implorando che il piccolo Pavarotti che ho partorito 3 anni fa e di cui sono la più agguerrita fan, non decida di seguirmi e iniziare uno dei suoi show radiofonici più pericolosi.
Lo fa.
Allora tento di chiudermi nella stanza. Ma non posso farlo con la chiave: non lascerete mica la chiave dietro alle porte delle stanze, voi mamme degeneri? Nooo, certo che no!
Quindi per non far entrare il piccolo despota, avere una conversazione professionale, qualificata e soprattutto rilassata col mio interlocutore telefonico, sono costretta a fare da leva contro la porta col sedere, mentre il forzuto nanetto tenta di aprirsi il varco urlando come un ossesso "mammaaaaaaaaaa apriiiiiiiiii", reggere il telefono con la mano libera cercando di non lasciarlo cadere e inventarmi strani rumori di interferenza per coprire gli urli satanassi del pargolo!

Un'altra volta, questa è recente, mi telefona un responsabile della Maison Gianni Carità, il famoso gioielliere, nonchè presidente del Tarì di cui sono consulente, per propormi un'interessante progetto di collaborazione. Tralascio di raccontare con chi fossi alle prese in quel momento ( sempre il 3enne di cui sopra!). Fatto sta che verso sera, il furbetto esploratore e aspirante "io sono grande" di casa, prende a mia insaputa il telefono, si nasconde in un posto appartato della stanza, recupera il numero del manager ( il come rimane un mistero!) e avvia una serie di chiamate senza risposta, condite dai suoi respiri affannosi conseguenza "nasino otturato di catarro", che non oso immaginare l'effetto "maniaco"sortito al malcapitato dall'altra parte del telefono.

Riformulo la domanda:
Come può una donna, che fa la libera professione (senza nulla togliere a quelle che fanno le dipendenti!), e in maniera particolare la consulente d'immagine, barcamenarsi tra gli obblighi verso tutti suoi capi, e non vedere rovinata la propria di immagine?

Questo quesito non ha trovato ancora una risposta. 
Una cosa è certa.
Sono felice di essere una mamma ex "solo" donna in carriera.



p.s. Dedicato alle mamme ex "solo" donne in carriera: guardate questo esilarante blog!
http://www.mammecoitacchiaspillo.it/elastigirl-una-mamma-supereroe/